martedì 27 novembre 2012

Facce di una nuova generazione che si prende le strade

Tra le tante pecche che si possono addurre all'oramai putrescente classe politica italiana, c'è quella di non saper o non voler cogliere il magma di malcontento che è comune a molti strati sociali del paese, magma che attualmente ha trovato rare e sporadiche vie di uscita e di sfogo, ma che, come spero, possa un giorno, eruttare violentemente e spazzare via il lerciume che ci governa e che si fa anche l'opposizione.
La miopia nostrana è caratterizzata, oramai storicamente, nel riconoscere come fattori che contribuiscono al cambiamento i movimenti all'estero, come Occupy Wall Street o gli Indignados spagnoli, ma nel rifiutare, bollandoli come teppisti o pochi black block di turno, i movimenti che si presentano nel paese. 
La vera novità è che in Italia chi pratica autonomamente le piazze non chiede e non crede più nella rappresentanza dei partiti e dei sindacati, ma ne vuole direttamente la cancellazione. 
Ma tornando al campo che mi compete, ossia quello dell'immagine e della fotografia, le manifestazioni a cui ho assistito e partecipato in questi ultimi mesi, attraverso lo sguardo di chi mi stava intorno, mi hanno consegnato sicuramente un dato significativo: c'è una nuova generazione nata dentro la crisi che non chiede più il permesso, che non crede più né all'immaginario berlusconiano né tantomeno a quello (tralaltro inesistente) di un centrosinistra senza alcuna identità e dignità che possa far immaginare a loro, e a noi trentenni, una parvenza di futuro accettabile.
Gli sguardi dicono molto, e tra quelli catturati sabato scorso, sicuramente ho notato i colori diversi delle facce dei giovani italiani... nuova composizione di classe? e chi lo sa!!! ma sicuramente il metissage che ne viene fuori è estremamente bello!


Bianco & nero











a colori...












Le nuove generazioni promettono bene...

le vecchie generazioni non promettono bene...



Amore e lotta... Amor y lucha!!!