Tra le tante pecche che si possono addurre all'oramai putrescente classe politica italiana, c'è quella di non saper o non voler cogliere il magma di malcontento che è comune a molti strati sociali del paese, magma che attualmente ha trovato rare e sporadiche vie di uscita e di sfogo, ma che, come spero, possa un giorno, eruttare violentemente e spazzare via il lerciume che ci governa e che si fa anche l'opposizione.
La miopia nostrana è caratterizzata, oramai storicamente, nel riconoscere come fattori che contribuiscono al cambiamento i movimenti all'estero, come Occupy Wall Street o gli Indignados spagnoli, ma nel rifiutare, bollandoli come teppisti o pochi black block di turno, i movimenti che si presentano nel paese.
La vera novità è che in Italia chi pratica autonomamente le piazze non chiede e non crede più nella rappresentanza dei partiti e dei sindacati, ma ne vuole direttamente la cancellazione.
Ma tornando al campo che mi compete, ossia quello dell'immagine e della fotografia, le manifestazioni a cui ho assistito e partecipato in questi ultimi mesi, attraverso lo sguardo di chi mi stava intorno, mi hanno consegnato sicuramente un dato significativo: c'è una nuova generazione nata dentro la crisi che non chiede più il permesso, che non crede più né all'immaginario berlusconiano né tantomeno a quello (tralaltro inesistente) di un centrosinistra senza alcuna identità e dignità che possa far immaginare a loro, e a noi trentenni, una parvenza di futuro accettabile.
Gli sguardi dicono molto, e tra quelli catturati sabato scorso, sicuramente ho notato i colori diversi delle facce dei giovani italiani... nuova composizione di classe? e chi lo sa!!! ma sicuramente il metissage che ne viene fuori è estremamente bello!
Bianco & nero
a colori...
Le nuove generazioni promettono bene...
le vecchie generazioni non promettono bene...
Amore e lotta... Amor y lucha!!!

























