martedì 8 maggio 2012

1° maggio 2012 - Torino: il Re è nudo tra contestazioni e cariche della polizia


La crisi non spoglia solo i "dannati della terra" dei loro diritti, del loro pane e del loro tetto, ma svela e toglie la maschera al potere paternalista di chi di questa crisi è complice ed artefice.
Questo è il dato centrale che si può trarre dalla manifestazione del 1° maggio 2012 di Torino.
L'ingresso dell'onorevole sindaco Fassino nel corteo è stato violento ed ha prodotto mostri. Per far strada al democratico taglieggiatore di servizi sociali, la polizia è intervenuta a "bonificare" degli studenti-contestatori a suon di manganello, e per la prima volta nella storia delle forze dell'ordine e anche di quella delle manifestazioni del giorno dei lavoratori in Italia, i reparti antisommossa hanno conquistato la testa del corteo ed hanno aperto la manifestazione.
Una manovra, questa, che ha palesato la paura di una classe politica che inizia a sentirsi in territorio nemico circondata dal popolo di cui è rappresentante. I meccanismi dell'ormai putrescente rappresentanza borghese stanno ormai saltando. 
Il percorso del Re non è proseguito in tranquillità, circondato da una schiera di agenti a sua protezione, Fassino ha proseguito il suo cammino verso il palco sindacale da assediato.
Dalle maestre degli asili in via di privatizzazione, agli operatori sociali che Comune e Regione tengono senza stipendio dalla scorsa estate, i fischi e le male parole sono stati la costante musica di fondo verso un palco che ad ogni passo diventava sempre più simile ad un patibolo politico, una gogna verso cui rabbia e frustrazione si indirizzavano.
Il Re, in questo caso, non identificava solo se stesso, ma l'insieme dei regnanti del paese, ed erano tutti loro ad essere nudi davanti alla realtà delle cose, e da sempre, quando il popolo smette di credere alle parole menzognere, alla carota ed al bastone, di chi li governa, in un regno che si regge sul consenso, quel regno è prossimo alla sua caduta.
Quando all'obbedienza cieca si sostituisce l'insubordinazione pubblica significa che una nuova primavera è alle porte.

P.S. Le immagini che seguono si riferiscono allo "spezzone sociale" del corteo, composto da precari, sindacati di base e centri sociali, che hanno deciso di concludere la loro manifestazione davanti al Comune di Torino per poter appendere dei manifesti ed uno striscione al balcone del Municipio in solidarietà agli arrestati No-Tav ancora in carcere in attesa di giudizio. A questa iniziativa la polizia ha risposto con una carica che ha prodotto numerosi feriti e contusi.



































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